Ricordando Londra e East Dulwich

Una volta ero molto più esterofila.
Da qualche anno a questa parte mi sono piantata sui colli bolognesi, e se giro è per poco.
Oddio, l’ anno scorso sono stata capace di trascorrere 5 giorni scarsi ( compresi di viaggio e fuso) nella terra del Sol Levante ma direi che non può contare.

Stamattina, mentre ero sul treno Bologna- Reggio Emilia (in uno dei miei brevi spostamenti per l’appunto) e spulciavo Instagram, mi è capitato tra le mani il profilo di una ragazza molto cool di East Dulwich. Così mi sono ricordata che anche io una vita fa ho vissuto a Londra. E che stavo per prendere un appartamento con una sorta di coppia gay di cui ho perso ogni traccia proprio a East Dulwich.

Ora non sono proprio sicura che East Dulwich sia così cool come Dulwich, ma so che una delle due era very posh, e very lontana dal centro.

In tutti i casi London è un gran pezzo, mi manca e ci devo tornare presto. Ogni tanto bisogna tornare.
Un pò come Parigi o Roma, Londra però ha quell’ energia da metropoli multietnica organizzata impeccabilmente in stile british, coi quartieri uno diverso dall’altro, ma le casette molto simili tra loro. Dove un vecchio per strada non esiste, perchè è la città con i suoi ritmi a fare selezione naturale.

Mi sembra una vita fa, ma so che quando sono lì è come se il tempo non fosse passato. A parte le vetrine dei negozi che cambiano in Sloane Street o i ristorantini nuovi in King’s Road, teoricamente il tipo di aria che si respira è sempre quello. E a Chelsea respiri World’s End, mangi al libanese vicino Harrod’s, vai a correre lungo il Tamigi e contempli l’Albert Bridge.

Battersea deve essere cambiata un sacco, hanno rinnovato la Power Station…

Londra.
“Ritornerò, tan tan, in ginocchio da te, tan tan, Bologna non è, non è niente per me…”

Va bè non è vero, Bologna è il mio amore grande. Ma Londra è la mia libertà. Dove ho incontrato il mondo intero.

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