Un royal wedding con cicatrice

Quando penso che non ho niente di speciale da raccontare, che il raffreddore si è impossessato di me e che il Vicks non mi abbandonerà mai ecco che magicamente sbuca sulla home di Instagram una foto di Cara Delavingne in frak, con cilindro e tacco a spillo, strafiga, attorniata da gente in tenuta da cerimonia.
Certo, oggi c’è stato un altro Royal wedding a Windsor Castle, la Principessa Eugenia di York si è sposata.

L’abito per me spacca. Eugenia ha chiesto a Peter Pilotto e Christopher De Vos di lasciare scoperta la schiena, per mostrare una lunga cicatrice, causata da un intervento chirurgico subito a 12 anni per correggere la scoliosi. Ha inoltre optato per no velo, indossando una splendida tiara di pietre preziose.

In un' intervista pre-matrimonio al quotidiano britannico This Morning, la principessa aveva spiegato perché volesse mostrare le sue cicatrici durante il giorno più importante della sua vita:

"Penso che si possa cambiare il modo in cui la bellezza viene percepita, puoi mostrare alle persone le tue cicatrici e penso che sia davvero speciale difenderle".

Cavolo, personalmente penso sia un gran messaggio. La cicatrice che ti rende diversa, unica, che marca la tua storia, segnando una tappa della tua vita, che è giusto ricordare, nel bene e nel male. Per una volta una principessa rattoppata, dalle caviglie non proprio affusolate, che trasforma i suoi difetti in punti di forza. Grande vecchia!

Come tutti hanno ormai visto, tra le invitate the winner is Cara Delavingne, strepitosamente figa, che presentandosi con un outfit androgino da British lord in total black e sfoderando un super cilindro, sfida il vento e sembra fare dito medio all’ abito tipo etichetta. Che lei sia una grande topa si sa, ma in questo modo è stata over the top, azzardando con semplicità. Diversamente.

Tutto sommato però mi sono piaciute anche Demi Moore, elegantissima in burgundy color, Liv Tyler, e la moglie di Robbie Williams, Ayda Fields.

Se posso, boccio Naomi Campbell, quella rosa in testa sarebbe stata di m. a chiunque, quindi anche a lei.

Non azzardo ulteriori commenti.