Marzo "pazzerello" e la personalizzazione

Sarà il caldo surreale che sembra maggio oppure la consapevolezza che mi devo sbrigare a fare un sacco di cose entro la fine di questo mese che confesso, ho giusto un pelo di ansia in questi giorni.
Un mio amico, che affettuosamente chiamo “Briatore” proprio perchè ora si sente realizzato nella vita, mi esorta a stare tranquilla e serena che “tanto ci arrivo”, dice lui.
Meno male Bria c’è.

In uno dei miei post su Instagram di questo marzo “pazzerello” parlo un pò della mia passione per le scarpe. Coltivata a disegnini su post-it durante le tante telefonate con le amiche al pomeriggio, ai tempi del Liceo, quando Whatsapp non si poteva neanche immaginare.
Ma avevamo Messenger mi sa…o forse non ancora.

Ad ogni modo il mio sogno è sempre stato quello di disegnare scarpe, sin da piccola. Che poi in realtà ci sono anche riuscita per un certo periodo, nel senso che sono finita a farlo per lavoro, anche se non era proprio come mi ero immaginata.
Un pò perchè credo che per capire i bisogni del mercato abbia più senso stare in mezzo alla gente, e non chiusi in un ufficio asettico a fare come i monaci amanuensi. Un pò perchè appunto, facevo la monaca amanuense del design calzaturiero, quindi non sceglievo effettivamente il design ma disegnavo a manetta. Però mi piaceva un sacco stare in mezzo a quegli artigiani bravissimi.

Bè, da un pò ho ripreso questa cosa, che non ho mai abbandonato, anche perchè in dieci anni sicuramente mi sono perfezionata , e ho venduto tante scarpe, anche a tre zeri. Non mie però. E invendibili tra l’altro!

Credo inoltre che la personalizzazione sia la strada del futuro. Un pò per evitare sprechi. Un pò per abbassare i costi ed evitare di accumulare cose inutili, rendendoci più responsabili nello scegliere realmente quello che vogliamo. Quello che ci farà sentire bene con noi stessi, e che confermerà la nostra unicità.

Questo giochino applicato alle scarpe è molto bello, anche perchè i modelli che ognuno di noi sceglierebbe, non sono proprio infiniti. Ma infinite sono le sue varianti.

Che sia scarpa, cappello o gioiello, io ci credo parecchio nella personalizzazione.
E voi?