La leggerezza di lasciare (e lasciarsi) andare

Da quel che sento in giro, giugno è stato per tanti un mese davvero intenso. Sia per il caldo che per il fermento di inizio stagione.

Personalmente ho concluso diversi progetti di personalizzazione per le mie spose e messo in forma un bel numero di cappelli di paglia, e qualcosa anche da uomo.

Sono sopravvissuta al mese scorso, scampando a tre herpes in fila indiana, a un febbrone da cavallo, ad un maledetto ritardo di SDA nella consegna del pacco della vita a Simone Marulli, e ad un altro pacco, questa volta lanciatomi come un fulmine a ciel sereno da una delle mie spose.

Ma nonostante ciò sono sempre qua, come prima e più di prima, e paradossalmente tutto ciò mi ha fatto stra bene.

Ho avuto la certezza matematica che non bisogna tralasciare un dettaglio che sia uno, che va bene lavorare da soli ma per riuscire devi avere un team di amici - persone super sayan pronti a spronarti, aiutarti, sostenerti, in modo costante . O comunque a cicli. E per fortuna questa gente c’è, è sempre attorno a me, e mi auguro davvero di poter dare a loro quella stessa energia che loro mi danno.

Per il mese di giugno appena trascorso, e per l’estate che verrà ancora, vorrei ringraziare all’ennesima potenza:
Flora Perrini che le ultime due settimane ha visto più me di Mario e le ho fatto sudare più di sette camicie, Luca Broccoli che mi ha finito i biglietti da visita, la Patty Nakupenda che adoro, la Fede e Ale che mi hanno mandata in viaggio, Micol Scondotto di matrimonio a Bologna, che c’è sempre, Poletti che mi dà i contatti., la Chiara Wedding che dobbiamo vederci da un mese, la Vita Fiorelli e la sua sposa Bianca, Elisa di Tosca spose che so che propone sempre le mie tiare e le vende pure, la Fulvia Stracciari e gli amici del Liceo, Giorgio Boccedi, che anche se non ci sentiamo da una vita dice ancora che ne sò, Beppe e Pina che di meglio non mi poteva capitare a genitori, i parenti del sud, i parenti del nord;
e poi la Tizi, che “me fa ride” , Alberto Tomba, anche se non è venuto alla festa della birra, la Sardegna, la Campania, Genova e la Sara da Trieste (che ormai è da Londra).

E comunque, a volte bisogna avere la forza di lasciare andare le nostre convinzioni, il nostro passato, le persone…anche gli abiti vecchi. Per dare spazio al nuovo che verrà. Per schiarirci le idee.